ROMANTICISMO

Quando diciamo che qualcuno è romantico, intendiamo dire che ha immaginazione, oltre che sensibilità. Se non ci fosse stato un dibattito tanto acceso proprio sul ruolo dell’immaginazione nella poesia e nel teatro alla fine del Settecento, il Romanticismo come movimento artistico non sarebbe mai nato. Fra i meriti maggiori del Romanticismo, c’è sicuramente la capacità di rappresentare ciò che non si vede:

Mendelssohn dà una veste musicale moderna al teatro di Shakespeare, popolato di fate e folletti. Carl Maria von Weber descrive in musica persino scene da film horror. Idee, queste ultime due, che poco hanno a vedere con il Classicismo.

Il periodo tra fine Settecento e inizio Ottocento è un’epoca che ha sconvolto il mondo in pochi anni. La “Declaration of Independence “degli Stati Uniti, la Rivoluzione Francese, l'Età Napoleonica, ma anche lo sviluppo della scoperta scientifica della natura hanno anche spinto artisti e compositori verso un'arte nuova, che fa scivolare l’Età Classica verso il Romanticismo - che non si riuscirebbe a spiegare senza queste evoluzioni politiche, sociali e culturali. Beethoven rappresenta il culmine del periodo classico ma già allo stesso tempo il modello compiuto di una Nuova Musica, che dalla generazione successiva sarà chiamata Romanticismo.

Patria del Romanticismo musicale, oltre che letterario, è la Germania. Ai primi dell’Ottocento l’Europa è in una fase travagliata per via delle Guerre Napoleoniche: la Francia è in guerra con Inghilterra, Austria, Russia e Prussia (la cosiddetta “Santa Alleanza”); l’Italia e la Germania sono comunque coinvolte. È coinvolta suo malgrado la Spagna, e pure l’Egitto mediterraneo. In Germania  e in Italia il movimento romantico è un rinnovamento che trae linfa dai valori ideali dell’Età Napoleonica e ha fini politici; uno su tutti l’unificazione nazionale. Lo spirito risorgimentale in Italia e i moti indipendentisti tedeschi, sia nel 1821 che nel 1848, sono appoggiati dall’arte romantica.

La Germania sta al centro di questo processo perché ha, forse per la prima volta nella sua storia, la possibilità di esprimere le proprie tradizioni paesaggistiche (una natura fitta e impetuosa), uno stile architettonico alternativo (il gotico), una mitologia da riscoprire e coltivare (Wotan, Thor, Odino, Loki, Freya e gli altri rappresentanti della mitologia nordica), una lingua molto bella e creativa, il tedesco, che ai primi dell’Ottocento ancora non molti conoscevano. E poi vi è anche una motivazione generazionale: il Romanticismo è un movimento fatto da giovani, che non condividono le idee dei loro genitori e si rivolgono ad altri giovani per portare un cambiamento culturale, umanitario e democratico.


I COMPOSITORI