NOVECENTO

Alla fine dell’Ottocento la musica europea ha raggiunto un’espansione notevole, che va dall’Europa alle Americhe. Il Romanticismo è così apprezzato anche fuori dal continente, che negli Stati Uniti vengono fondate molte scuole dove si suonano principalmente musica tedesca e opera italiana, in quanto considerate fra i prodotti culturali più significativi dell’Europa.

In un periodo di forte nazionalismo, il Romanticismo prende molte strade, tanto da sviluppare gusti e tradizioni locali. Si pone così l’accento sulla fierezza delle proprie origini e della propria identità. In questo processo i musicisti si interrogano sul linguaggio da utilizzare: si può continuare a sviluppare la musica classica coinvolgendo cori, orchestre e organici sempre più grandi oppure è necessario fare un passo indietro, e smontare un po’ di retorica nazionale?  Questo dilemma porta ad una “crisi”.

Per ovviare a questa crisi gli artisti ricorrono a soluzioni originali e fantasiose. In Austria, Arnold Schönberg e i suoi allievi creano un metodo davvero particolare, che prende il nome di Dodecafonia. La Dodecafonia è un sistema in cui ciascun suono dei dodici possibili dentro una tonalità viene utilizzato una sola volta, almeno fino a quando tutti gli altri esauriscono la serie di dodici note e così via. l'Austria si differenzia quindi dalla Germania grazie alla cosiddetta “Seconda scuola di Vienna”. Altrove, come in Italia o in Francia, si guarda molto alla musica orientale (Giappone) e al fascino dell’esotico (Puccini, Debussy, Fauré, Ravel, Casella, Respighi, Malipiero).

Dopo la Prima Guerra Mondiale, Parigi è il centro delle avanguardie europee. Offre un ricco panorama di innovazioni, come il cinema, il teatro sperimentale, il balletto russo (Stravinskij). In questa cornice, molti artisti italiani e francesi formano una corrente che prende il nome di Neoclassicismo. Si sviluppano tendenze simili anche in Germania. I neoclassici sono mossi dall’esigenza di fare qualcosa di nuovo, ma senza rivoluzionare tutto l’alfabeto musicale come fanno i viennesi guidati da Schönberg. In questa sorta di bipolarismo, o di nebbia, si muove la musica di inizio Novecento, un secolo quanto mai bello, ma ahimè tormentato dalle spire di un opprimente” totalitarismo” che ha finito per fare della musica un problema di partito.

 

I COMPOSITORI